“Se una mattina di febbraio una prima pagina…”

Oggi proponiamo come articolo del blog un’esperienza particolare sviluppata con le terze classi della scuola secondaria U. Betti di San Ginesio nel mese di febbraio 2017. L’esperienza si compone di due fasi: a) lettura dell’immagine e ristrutturazione grafica personale dell’immagine (l’immagine cui si fa riferimento è una prima pagina di quotidiano, nazionale o internazionale, che ha raccontato gli eventi sismici recenti); b) tema scritto di approfondimento sulle modalità di realizzazione delle prime pagine di un quotidiano e riflessioni personali sul trattamento a livello di media di massa delle notizie. L’articolo dunque si compone di alcuni testi selezionati tra i vari studenti e di alcune immagini che mostrano ipotesi di impostazione di una prima pagina.

Qualche esempio di prima pagina di quotidiano

I temi selezionati

“Descrivi una o più prime pagine dei quotidiani nazionali e internazionali che hanno trattato la notizia del sisma. Dopo una sintetica ma completa descrizione proponi le tue riflessioni sull’utilizzo delle notizie da parte dei quotidiani scelti.”

I giornali, inventati già qualche secolo fa, ancora sono in commercio e, a parer mio, sono migliori di quelli tecnologici. Il primo articolo di cui andrò a parlare è tratto da un quotidiano spagnolo. Il titolo in questione si trova in fondo alla pagina, esso è a carattere minuscolo e in grassetto dice: “Fue devastador el sismo en Italia” che significa: “Forte devastazione del sisma in Italia”.

L’immagine che occupa tutta la pagina è molto significativa. Scattata da un elicottero pone in evidenza la gente sfollata, le case crollate, le macerie e i vigili del fuoco che estraggono le persone da sotto le costruzioni. “Epicentro Amatrice, un paese medioevale a 120 Km da Roma”. Questo avvenimento disastroso ha avuto una magnitudo di 6.0 nella scala Richter”.

Il secondo articolo di cui parlerò è un po’ più complesso. Si tratta del “The Washington Post”, che in questo caso è la testata. L’articolo in esame tratta del terremoto che ha devastato l’Italia. L’immagine che si trova sul taglio alto è lo stesso dell’articolo precedente visto da un’altra prospettiva. L’argomento messo in rilievo che si trova sulla finestra a destra parla delle forze dell’ordine della Turchia che entrano i Siria, probabilmente per sventare qualche attacco terroristico.

Secondo me a questi articoli manca qualcosa: l’originalità e un miglior uso delle testimonianze e delle parole che i giornalisti usano per descrivere gli avvenimenti.

L’unica cosa di veramente coinvolgente è l’immagine. Qualche tempo fa abbiamo svolto un lavoro, ossia un articolo di prima pagina di giornali che abbiamo impostato noi alunni di terza B della sede scolastica “Ugo Betti” di San Ginesio.

Io ho usato il PC con un programma che si chiama Adobe Photoshop CS6. Ho parlato, in seguito, della ricostruzione di San Ginesio che ho evidenziato per dare speranza ai cittadini di questo paese. Vi ho inserito delle immagini per illustrare come sarà questa ricostruzione. Lo scopo di questo lavoro, oltre che a prepararci per il tema, è stato dimostrare che dietro a un giornale c’è parecchio lavoro ed impegno, che non è poi così facile trovare le informazioni più importanti e riassumerle in una sola colonna.
(Tema di Girban Gheorghita Alexandru)

“Basandoti sulle conoscenze apprese riguardanti la struttura della prima pagina di un quotidiano e sull’analisi grafica svolta in classe, descrivi la struttura di una o più prime pagine ed analizza il modo in cui viene trattata in esse la notizia del sisma che recentemente ha colpito il nostro territorio. Concludi con tue riflessioni.”

Recentemente il professor Nalli ci ha fatto analizzare le prime pagine di giornali riguardanti il terremoto e ci ha fatto creare degli esempi di prime pagine. Analizzando e mettendo a confronto le prime pagine del “Corriere della Sera” e de “La Stampa” (rispettivamente n.1 e n.2) che hanno la stessa data, il 25 agosto 2016, giorno dopo il primo terremoto, si vede subito come i due giornali abbiano fatto due tipi diversi di prime pagine: nel primo è stato messo il titolo principale (riguardante il terremoto) in alto, mettendo un occhiello sotto e sistemando il tutto sopra una foto. In basso ci sono invece due editoriali, diverse civette, una vignetta ed una pubblicità. Sopra al titolo c’è la testata, le due classiche pubblicità e due articoli riguardanti come effettuare i versamenti e sul territorio colpito. Il titolo principale è il classico titolo in nero ed è un titolo freddo, infatti dice solo la situazione dopo il sisma. I titoli degli editoriali e delle civette, invece, sono
sia titoli caldi (ad esempio “La lezione inascoltata del passato”) sia titoli freddi (ad esempio “La suora salvata: ho trovato un angelo”).

La prima pagina del secondo giornale presenta una disposizione diversa: sotto la testata c’è una foto con all’interno il titolo, più freddo che caldo, ma comunque con una sottile critica, l’occhiello si trova invece sopra la foto. Sotto la foto si trovano due editoriali con dei titoli abbastanza critici. Io credo che la prima pagina del secondo giornale sia più appropriata rispetto all’altra, perchè la disposizione degli articoli è meno caotica, quindi rende meglio l’idea di ciò che è accaduto ed i titoli sono tutti leggermente critici mentre quelli del “Corriere della Sera” sono sia caldi che freddi e, secondo me, un giornale deve essere solo di un tipo di pensiero; ad esempio, parlando del terremoto, doveva essere o critico nei confronti del governo o dei responsabili dei crolli, o oggettivo nel raccontare i fatti accaduti.

Credo anche che la foto del primo giornale sia un po’ inadatta perchè mostra delle persone, sopra alle macerie di Amatrice, che portano un morto; io penso che magari mostrare le case distrutte e le persone ferite sia anche giusto, ma mostrare i morti no. La foto mostrata da ”La stampa”, invece, è più semplice e toccante: una suora ferita che cerca di chiamare aiuto è un’immagine anche molto esplicativa sulla situazione in centro Italia. Secondo me è anche più appropriata la scelta di non inserire pubblicità, perchè comunque è accaduto un dramma e cercare di vendere sopra ad esso non mi sembra rispettoso. Comunque i giornali ed i media hanno spettacolarizzato troppo il dramma e tolto l’attenzione su di esso troppo presto e, a mio avviso, ciò influirà molto sulla ricostruzione e sul futuro dei nostri paesi.

(Tema di Filippo Scarano)

Bozzetti di impaginazione degli alunni di 3A

Bozzetti di impaginazione degli alunni di 3B

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2 thoughts on ““Se una mattina di febbraio una prima pagina…”

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